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Power yoga: che cos'è e quanto è davvero intenso

· Sereno

Il Power yoga è una pratica dinamica costruita sulla forza: le posizioni si legano al respiro come nel Vinyasa, ma si tengono più a lungo, si ripetono e puntano al lavoro muscolare, soprattutto di gambe, spalle e centro del corpo. Non ha una sequenza fissa, e questa è la sua differenza principale dall'Ashtanga, da cui nasce.

È nato come adattamento occidentale dell'Ashtanga, pensato per le palestre: stessa intensità, nessun obbligo di seguire sempre lo stesso ordine di posizioni. Il risultato è una lezione che somiglia a un allenamento nel modo in cui stanca, e a una lezione di yoga nel modo in cui respira.

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Come va una lezione di Power yoga

  1. Riscaldamento breve, spesso qualche Saluto al Sole a ritmo pieno.
  2. Una serie in piedi lunga, con guerrieri e affondi tenuti abbastanza da bruciare.
  3. Ripetizioni. La stessa sequenza fatta due o tre volte per lato, che è la parte che costruisce forza.
  4. Lavoro sul centro, di solito dalla tavola e dalle sue varianti.
  5. Qualche equilibrio, quando le gambe sono già stanche, perché è lì che l'equilibrio diventa allenamento.
  6. Discesa e chiusura, più corte che in altre pratiche, qualche minuto a terra.

Il respiro resta legato al movimento, ma a differenza di una lezione Vinyasa classica ci sono pause in cui si tiene una posizione faticosa per cinque o sei respiri.

In cosa è diverso da Vinyasa e Ashtanga

Rispetto al Vinyasa, questa pratica tiene di più e ripete di più: meno varietà, più carico. Rispetto all'Ashtanga, non c'è una serie fissa da imparare, quindi ogni lezione può essere diversa e nessuna ti chiede di memorizzare un ordine.

In pratica: Ashtanga se vuoi una struttura da ripetere per anni, Power se vuoi la stessa fatica senza il vincolo, Vinyasa se vuoi muoverti senza che la forza sia il punto.

È adatto a chi comincia?

Dipende da cosa porti. Se non hai mai fatto yoga ma ti alleni già, il Power è spesso il primo stile in cui ti trovi a tuo agio, perché la fatica la riconosci. Se non hai mai fatto né l'uno né l'altro, conviene partire da una pratica più lenta e arrivarci dopo qualche settimana: le posizioni del Power sono le stesse di sempre, ma tenute quando le braccia tremano.

La parte che mette in difficoltà quasi tutti all'inizio non sono le gambe: sono le spalle, perché una lezione di Power passa molte volte dalla tavola.

Quanto spesso, e con che cosa alternarlo

Due volte a settimana è una frequenza che il corpo regge bene, tre se ti alleni già. Fra una lezione e l'altra serve almeno un giorno, e quel giorno non deve essere vuoto: una pratica lenta come il Restorative fa più per il recupero di un giorno senza niente.

Il segnale che hai esagerato non è il dolore muscolare, che è normale. È il respiro che diventa corto nelle prime posizioni: quando succede due lezioni di fila, la settimana ha bisogno di una pratica in meno, non di più.

Cosa serve nella stanza

Serve lo spazio di un tappetino e una superficie che non scivoli, perché in una lezione dinamica le mani e i piedi spingono. Un pavimento liscio con un tappetino vecchio è il motivo più comune per cui una tavola diventa instabile.

Non servono pesi: il carico viene dalle leve del corpo e dal tempo in cui tieni una posizione. Un paio di manubri leggeri cambia il lavoro delle spalle, ma è un'aggiunta, non un requisito.

Da dove viene il nome

Il termine nasce negli anni Novanta, quando due insegnanti formati nell'Ashtanga cominciarono a proporre in America lezioni con la stessa intensità ma senza la serie fissa, per un pubblico di palestra che non aveva intenzione di imparare un ordine a memoria. Il nome serviva a dire una cosa sola: qui si fatica.

Da allora ogni scuola lo usa a modo suo, quindi la parola sulla scheda dice poco. L'unica cosa che lo dice davvero è l'intensità segnata sulla lezione, insieme a quanto a lungo si tengono le posizioni in piedi.

Domande frequenti

Fa aumentare la massa muscolare?

Costruisce forza con il peso del corpo, soprattutto in gambe, centro e spalle, che è una cosa diversa dall'allenamento con i pesi e dà risultati più lenti sulla dimensione del muscolo. Come lavoro a corpo libero è serio, e chi dice che lo yoga non stanca non ha mai tenuto il guerriero due per sei respiri alla terza ripetizione.

Quanto dura una lezione di Power yoga?

Di solito fra i venti e i quaranta minuti. Le lezioni corte funzionano bene in questo stile, perché la fatica si concentra invece di distribuirsi, e una lezione di venti minuti fatta davvero batte una di quaranta lasciata a metà.

Serve essere flessibili?

No, e il Power è lo stile in cui la flessibilità conta meno di tutti. Conta la capacità di tenere una posizione, che si costruisce in poche settimane anche partendo da zero.

Power yoga e yoga dinamico sono la stessa cosa?

Yoga dinamico è un termine generico che comprende Vinyasa, Flow, Power e altri: dice che ti muovi, non quanto lavori. Power è più preciso e indica che l'obiettivo della lezione è la forza.

Il Power in Sereno

In Sereno il Power yoga ha una sua raccolta, con lezioni segnate come intense e filmate per intero, e la voce di Giulia dice quando spingere e quando appoggiare le ginocchia. Si filtra per intensità e per durata, così una lezione di forza breve si trova in due tocchi nei giorni in cui il tempo è poco.

La libreria delle lezioni è qui: Sereno.

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